Archivio Categorie: Lecco e dintorni

Dalla Germania al lago di Como per la festa di compleanno: denunciati

Coronavirus, dalla Germania al lago di Como per il compleanno: denunciati
La notizia arriva da Tgcom24. Una coppia di ragazzi sarebbe partita da Monaco di Baviera per Menaggio, sul lago di Como.
Bloccati dalla Guardia di finanza, i fidanzati, avrebbero riferito di essersi messi in viaggio per assistere la madre di lui, rimasta bloccata in Italia dopo i provvedimenti restrittivi per contrastare il coronavirus. In realtà volevano festeggiare il compleanno di lui nella residenza estiva. I due sono stati denunciati.
Foto dal web
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In Lombardia le librerie restano chiuse

In Lombardia il commercio al dettaglio di libri e articoli di cartoleria “è consentito esclusivamente negli ipermercati e nei supermercati”. Lo stabilisce la nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione Attilio Fontana, che conferma le misure restrittive di contrasto alla diffusione del Covid-19 fino al 3 maggio. A differenza di quanto deciso ieri a livello nazionale dal governo, restano pertanto chiuse librerie e cartolerie. Lo rende noto l’Ansa.
Il documento firmato dal governatore conferma invece la chiusura degli alberghi (con le eccezioni già in vigore), degli studi professionali (che proseguono l’attività in smart working, salvo eccezioni per particolari scadenze), dei mercati all’aperto e tutte le attività non essenziali.
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Da martedì riaprono quattro uffici postali

Poste
A partire dal 14 aprile tornano operativi quattro uffici postali della provincia di Lecco, il cui orario di apertura al pubblico è stato temporaneamente rimodulato nelle ultime settimane in ottemperanza ai provvedimenti governativi in materia di contenimento del virus e distanziamento interpersonale.

Il dettaglio degli uffici postali che riapriranno:

Lecco 1 via Belvedere 53 martedì / giovedì / sabato
Lecco 3 corso Matteotti 58 lunedì / mercoledì / venerdì
Beverate via Prinetti 16/A lunedì / mercoledì / venerdì
Sala al Barro via Staurenghi 8 lunedì / mercoledì / venerdì

Poste Italiane, anche nell’attuale fase di emergenza, ha continuato a garantire a tutti i cittadini i propri servizi mettendo in atto un ampio sforzo organizzativo e logistico, reso possibile anche grazie alla preziosa collaborazione delle Istituzioni Locali.
La riapertura degli uffici postali della provincia di Lecco è stata possibile anche grazie all’adozione di idonee misure di sicurezza come, ad esempio, l’installazione di pannelli schermanti in plexiglass e il posizionamento di strisce di sicurezza che garantiscano il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro, nonché di accurate procedure di sanificazione delle sedi realizzate a tutela della salute di dipendenti e cittadini.
Poste Italiane invita i cittadini ad entrare negli uffici postali esclusivamente per compiere operazioni essenziali e indifferibili e ove possibile, dotati di misure di protezione personale come guanti e mascherina mantenendo obbligatoriamente le distanze di sicurezza, all’esterno e all’interno dei locali.
Ulteriori informazioni sulle aperture e sulle disponibilità orarie degli Uffici Postali sono reperibili sul sito internet www.poste.it.

Una colomba pasquale agli infermieri dei Centri Covid

Cpa - Ferrari3 Flavio
Una colomba pasquale agli infermieri dei Centri Covid. Iniziativa di Cancro Primo Aiuto per l’emergenza coronavirus. Inoltre, è in partenza dalla Cina un carico di dispositivi di protezione per medici e infermieri per gli ospedali brianzoli, mentre al San Gerardo di Monza è stata destinata una psicologa in più per i malati oncologici
L’Associazione Cancro Primo Aiuto ha deciso di donare una colomba pasquale a tutti gli infermieri dei Centri Covid delle strutture sanitarie lombarde con cui collabora da anni. Nei prossimi giorni verranno distribuite negli ospedali delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese. Saranno oltre 10.000 gli infermieri che la riceveranno.
“Premesso che anche i malati oncologici sono stati colpiti in vario modo dal Covid-19 e stiamo tenendo monitorata la situazione – ha dichiarato Flavio Ferrari, amministratore delegato di Cancro Primo Aiuto – ci siamo anche chiesti cosa potevamo fare di fronte a questa emergenza straordinaria. Molti dei nostri soci sono intervenuti anche con sostanziosi contributi economici in aiuto agli ospedali, per acquistare le strumentazioni necessarie; ma abbiamo pensato che fosse doveroso anche dare un riconoscimento, che è anche segno di ringraziamento e incoraggiamento, agli infermieri che instancabilmente stanno assistendo i molti pazienti affetti da coronavirus”.
Così si è deciso di donare a ciascuno degli infermieri dei Centri Covid una colomba pasquale. L’operazione è stata possibile grazie alla generosità del Gruppo Tigros e del suo amministratore delegato Mariaveronica Orrigoni, del gruppo Iperal e del suo presidente Antonio Tirelli, membro del Consiglio di amministrazione di Cancro Primo Aiuto, e alla sensibilità di Nicola Caloni, vicepresidente dell’associazione, titolare della Caloni Trasporti che si occuperà della distribuzione delle colombe negli ospedali.
Inoltre, burocrazia permettendo, nei prossimi giorni dovrebbe partire dalla Cina un carico di dispositivi di protezione per medici e infermieri che sarà destinato agli ospedali brianzoli.
Ma l’azione di Cancro Primo Aiuto si è concretizzata direttamente anche verso i malati oncologici per i quali l’avvento del coronavirus ha significato ulteriori preoccupazioni e paure. Da qui l’invio nei giorni scorsi di una psicologa all’Ospedale San Gerardo di Monza per affiancare i malati di cancro, per contenere il distress così da prevenire l’insorgenza di condizioni di disagio e malessere psicologico.

I positivi al coronavirus tornano a crescere: 50 casi il 9 aprile

E’ stata tutta un’illusione. I dati dei positivi in provincia di Lecco tornano a crescere e raddoppiano quelli di eri passando da 24 infetti a 50 nella giornata di oggi. Il triplo di martedì quando erano stati solo 19.
Il totale dei contagiati in provincia di Lecco è di 1.805 persone.
A Como ieri ci sono stati altri 63 positivi, a Varese 143.
Complessivamente in Lombardia sono 54.802.
Oltre 10.000 i morti in Lombardia.
coronavirus 9 aprile

Coronavirus si passa da 19 positivi di ieri a 24 di oggi 8 aprile

I numeri parlano di una curva ferma ma la crescita, minima, c’è ancora. Dai nuovi 19 casi di positivi rilevati ieri 7 aprile, oggi (8 aprile) sono stati 24 con una minima crescita che racconta di come la fine sia ancora lontana. Si vede una luce in fondo al tunnel.
Nel fine settimana con il week-end di Pasqua e Pasquetta il rischio è che i numeri tornino a crescere visto che non sarà facile tenere la gente in casa.
Sono complessivamente 1.755 i positivi in provincia di Lecco.
Coronavirus 8 aprile

Aggiornamento dati coronavirus di oggi 7 aprile

Altri 19 nuovi casi di positivi al coronavirus nella giornata di oggi 7 aprile, in provincia di Lecco, dati positivi ma che non vanno letti come la fine dell’emergenza anche perché la strada è ancora molto lunga. A Como sono 52 i nuovi casi della giornata e a Brescia 117.
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Altro giorno di emergenza coronavirus in Italia. La Protezione Civile ha diffuso i dati di oggi 7 aprile: le persone positive al coronavirus sono 94.067, con un incremento di 880 rispetto a lunedì. Il numero complessivo delle persone che hanno contratto l’infezione nel nostro Paese, compresi vittime e guariti, è di 135.586 (+3.039).
Le vittime sono 17,127 (+604, mentre il precedente incremento era stato di 636 unità).
I positivi al coronavirus in Italia
Dai dati diffusi dalla Protezione Civile emerge che ci sono 28.343 positivi in Lombardia, 13.048 in Emilia Romagna, 10.704 in Piemonte, 9.965 in Veneto, 5.427 in Toscana, 3.738 nelle Marche, 3.365 nel Lazio , 3.212 in Liguria, 2.765 in Campania, 2.137 in Puglia, 1.890 a Trento, 1.859 in Sicilia, 1.379 in Friuli Venezia Giulia, 1.301 in provincia di Bolzano, 1.491 in Abruzzo, 846 in Umbria, 593 in Valle d’Aosta, 821 in Sardegna, 733 in Calabria, 185 in Molise, 265 in Basilicata.
Le vittime del coronavirus in Italia
Si registrano 9.484 decessi in Lombardia, 2.180 in Emilia Romagna, 1.319 in Piemonte, 695 in Veneto, 630 nelle Marche, 620 in Liguria, 369 in Toscana, 238 nel Lazio, 216 in Campania, 244 a Trento, 209 in Puglia, 164 in Friuli Venezia Giulia, 174 in provincia di Bolzano, 172 in Abruzzo, 49 in Umbria, 100 in Valle d’Aosta, 60 in Calabria, 52 in Sardegna, 14 in Basilica, 13 in Molise.

L’Amministrazione provinciale distribuisce mascherine in tutti i Comuni

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La Provincia di Lecco ha iniziato la distribuzione delle 109.000 mascherine ricevute da Regione Lombardia.
90.000 mascherine chirurgiche, destinate alla popolazione, verranno consegnate ai Comuni in tre punti di ritiro allestiti a Barzio, Bulciago e Valgreghentino.
15.000 mascherine verranno consegnate direttamente ai Comuni da destinate al personale e alle necessità dei servizi comunali.
4.000 mascherine verranno distribuite al personale di Protezione civile, in particolare ai volontari, impegnati nelle diverse attività.
“La Provincia di Lecco – commenta il Presidente Claudio Usuelli – si è subito attivata per distribuire le mascherine ricevute ieri da Regione Lombardia a tutti i Comuni del territorio. Già da stamattina la Protezione civile della Provincia di Lecco e il Comitato di coordinamento dei volontari hanno portato nei Comuni le mascherine da destinare al personale in servizio, mentre oggi pomeriggio i Comuni potranno ritirare le mascherine per tutti i loro cittadini in tre punti di distribuzione. La Provincia di Lecco è in continuo contatto con i Comuni per coordinarli e supportarli nel gestire al meglio questa fase di emergenza. Ringrazio i Sindaci per l’enorme lavoro che stanno facendo nei loro Comuni, i volontari impegnati nei vari servizi e la popolazione che sta dimostrando grande senso di responsabilità. I sindaci, che io chiamo generali, sono sempre in prima linea, nonostante il Governo li abbia declassati a semplici sentinelle; ricordo che in passato Roma è stata salvate dalle oche…”.
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Manifesto per il turismo italiano

manifesto turismo

Tour operator, agenzie di viaggi e organizzatori di eventi si fanno capofila della filiera e lanciano l’appello
alle istituzioni, a tutti coloro che vivono di turismo e agli italiani per salvare questo motore dell’economia, della società, della cultura del Paese.

Il turismo italiano rappresenta il 13% del Pil nazionale, equivale a 232,2 miliardi di euro ed è uno dei principali motori dell’economia, della società e della cultura italiana. L’emergenza Coronavirus sta generando una grave crisi in tutto il comparto turistico: le importanti e necessarie misure restrittive per arrestare il virus hanno portato, infatti, a partire da fine febbraio alla progressiva chiusura di tutte le attività del settore, con la conseguente impossibilità di generare nuovi flussi economici in entrata. Una situazione che durerà presumibilmente per diversi mesi, con una prospettiva di ripresa lenta e lunga. Se tutte le imprese del settore non potranno accedere ad un forte ed immediato sostegno, si rischia un crollo a catena, con pesantissimi impatti sull’economia, sull’occupazione diretta, sull’immenso indotto collegato e sul Paese.
A lanciare l’allarme per dar voce all’intera filiera e ai consumatori sono le associazioni ASTOI Confindustria Viaggi (che rappresenta il 90% del tour operating in Italia), FTO (che raccoglie il mondo della distribuzione turistica con network e agenzie indipendenti e altri segmenti del settore) e importanti operatori del comparto: Alpitour World, Gruppo Gattinoni, Robintur Travel Group, Alidays, Bluserena, Futura Vacanze, Giver Viaggi e Crociere, Idee per Viaggiare, Viaggi Del Mappamondo, Naar, Nicolaus-Valtur, Ota Viaggi, TH Resorts, Trinity Viaggi Studio, Uvet, Veratour.
Per la prima volta aziende private, in qualche modo concorrenti, si uniscono per lanciare un grido di allarme su uno dei settori più colpiti da questa crisi e diventano i promotori del Manifesto per il Turismo Italiano, con l’hashtag #ripartiamodallitalia. Un’iniziativa che chiama a raccolta le istituzioni, tutti coloro che vivono di turismo e quanti, anche da semplici cittadini e viaggiatori, vogliono esprimere il proprio sostegno e far ripartire nel prossimo futuro quello che è, nel suo insieme, un settore economico fondamentale per il Paese e uno dei suoi elementi di orgoglio e identità più forti.

L’adesione al Manifesto è aperta a tutte le sigle del settore e ai consumatori, che potranno aderire alla piattaforma su change.org (link http://chng.it/Zkr2zpjRXc) e essere aggiornati sulle azioni in corso sul sito www.ripartiamodallitalia.it

LE RICHIESTE DEL SETTORE
I firmatari, i promotori e i sostenitori del Manifesto per il Turismo Italiano chiedono quindi con urgenza al Governo l’adozione di alcune azioni forti per la sopravvivenza delle imprese e di tutti i lavoratori:
• La costituzione di un Fondo straordinario di sostegno al mancato reddito per tutte le imprese del settore turismo organizzato mediante finanziamenti a tasso 0 e prestiti a fondo perduto proporzionalmente al fatturato di ogni singola azienda del settore
• Il prolungamento della cassa in deroga
• La creazione di Buoni Vacanza da utilizzare per l’imminente stagione estiva

Secondo l’Enit, in Italia il comparto turistico ha inciso nel 2018 per il 13,2% del PIL nazionale, per un valore economico di 232,2 miliardi di euro. Il turismo rappresenta il 14,9% dell’occupazione totale, con oltre 3,5 milioni di occupati. Le conseguenze di un collasso del settore turismo sarebbero incalcolabili tenuto conto della miriade di attività collegate, che vanno dalla ristorazione e l’enogastronomia alla fruizione del patrimonio storico, culturale, artistico e paesaggistico, dai trasporti alle strutture per il soggiorno e il divertimento dei viaggiatori italiani e stranieri nel paese più bello del mondo, fino alla presenza delle nostre imprese sui mercati internazionali.
Basti pensare che il solo segmento del turismo organizzato produce in Italia un giro d’affari di oltre 20 miliardi di euro, rappresenta 13.000 aziende e dà lavoro ad oltre 75.000 addetti, solo tenendo conto dei segmenti chiave del comparto: tour operator che organizzano viaggi in Italia e all’estero (rappresentati da Astoi), distribuzione turistica fatta da agenzie di viaggio indipendenti e grandi network internazionali (FTO), società di travel management che gestiscono i viaggi d’affari e organizzatori di eventi, meeting, fiere e congressi.

“Le imprese del settore – affermano i promotori del Manifesto per il Turismo Italiano – vogliono assumersi il compito e la responsabilità di tutelare i viaggi in Italia e dall’Italia, valorizzare la filiera del turismo, della ristorazione e del tempo libero per contribuire al rilancio del Paese, fare in modo che le persone si spostino nella massima sicurezza e per aiutare le aziende di tutti i settori a operare e farsi conoscere nel mondo”.
Oggi più che mai è urgente intervenire per proteggere questa ricchezza: poter godere di questo nostro immenso patrimonio e sostenerlo sarà tra i contributi più grandi che noi Italiani potremo dare per far ripartire la nostra nazione.

LO SCENARIO PER IL SISTEMA DEL TURISMO ITALIANO
Secondo il Cerved Industry Forecast sull’impatto del COVID-19 sui settori e sul territorio, l’emergenza economica scatenata dalla pandemia durerà in uno scenario base fino a maggio, ma potrà protrarsi fino a fine anno in base alle previsioni più negative. In ogni caso, tra i dieci settori che avranno le performance peggiori quest’anno, ben sette sono in tutto o in parte ascrivibili al turismo: alberghi, agenzie di viaggio e tour operator, agenzie di eventi, strutture ricettive extra alberghiere, trasporti aerei, organizzazione di fiere e convegni, gestione aeroporti, autonoleggi. E tutto questo nella previsione più ottimistica dello studio realizzato perché quella più pessimistica arriva a stimare la perdita di oltre il 70% del fatturato con ripercussioni anche nel 2021.
Queste previsioni si innestano su alcune storiche fragilità del settore. Il sistema del turismo in Italia è composto da migliaia di aziende di tutti i tipi e dimensioni, accomunate da grandi professionalità unanimemente riconosciute nel mondo. Tuttavia, il settore soffre da sempre di una estrema polverizzazione, una fragile struttura patrimoniale della maggior parte delle imprese e un accesso al credito limitato, con bassa marginalità ed alta rotazione finanziaria.
Il blocco totale dell’attività, scattato da fine febbraio, durerà presumibilmente per diversi mesi, con una prospettiva di ripresa lenta e lunga. I costi sostenuti per la cancellazione di tutto il lavoro degli ultimi 12 mesi e per fornire assistenza e supporto ai clienti in viaggio, rappresentano un ulteriore peso insostenibile per la gran parte delle imprese coinvolte, che fino ad oggi hanno resistito ma rischiano nei prossimi mesi il fallimento a catena.

Un intervento è indispensabile anche da parte ed a tutela dei consumatori, che appena sarà possibile torneranno a viaggiare. Il Manifesto per il Turismo Italiano li invita a sostenere le realtà italiane che valorizzano il nostro Paese e le imprese che da sempre ci permettono di viaggiare con garanzie, tutele, assistenza e in sicurezza in Italia e all’estero.
Solo preservando, attraverso azioni immediate, le competenze, le imprese e i professionisti del settore sarà possibile garantire a tutti gli italiani e a tutti gli stranieri che vogliono visitare il nostro Paese la possibilità di riprendere a viaggiare in modo sicuro, sereno e consapevole, godendo di servizi qualificati, affidabili, trasparenti. Tutte peculiarità che solo chi opera in modo professionale e nel rispetto delle norme a tutela dei viaggiatori può offrire.

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